BALZOLA paese di tradizioni


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Castello Fassati

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Un "Castrum de Balzolae" risultava una sicurezza già negli antichi possessi feudali del 1100. In quest'epoca i nobili di Vercelli delle famiglie dei Tizzoni e degli Avogadri, nelle lotte fra guelfi e ghibellini, che si disputavano spesso il castello ed il territorio circostante. Risulta che i Tizzoni (che alzavano nello scudo "tre tizzoni ardenti") l'avevano fortificato aggiungendo quattro torri rotonde angolari e avevano deviato il corso delle acque della Stura per costruirvi un fossato in difesa del castello.
La deviazione esiste ancora in piccola parte e si ricongiunge al corso principale nel Guj dal Mulin.
Il castello fu più volte distrutto e poi ricostruito, e nel 1619 G.B. Fassati, marchese di Coniolo, lo acquistava dai conti Deati, e avendo sposato Camilla Biandrate, vedova A. M. Tizzoni di Desana, acquisiva molti terreni circostanti balzolesi.
La sponda sinistra del Po era vercellese, ma fu donata ai marchesi di Monferrato dai Visconti, signori di Vercelli. Così Balzola passò ai Gonzaga, e da questi che avevano titolo ducale, i Fassati vennero fatti marchesi di Balzola.
I Fassati, che abitavano un pò in tutti i loro castelli, preferivano molte volte il loro palazzo, già D'Alençon, a Casale. Il loro scudo rosso, bandato d'argento, con due lame accostate e rivoltate, il capo era d'oro all'aquila di nero (simbolo di derivazione del feudo imperiale).
Nel '700 si cambiarono un pò i gusti abitativi e i nobili iniziarono a ristrutturare i loro castelli o a costruire palazzi in stile barocco.
Ottavio Magnocavalli, progettista anche della chiesa di Balzola, aveva chiamato l'architetto spoletino Agostino Vitoli, per progettare il Teatro dei Cavalieri a Casale. E così, oltre al teatro, progetto anche il bel palazzo a Frassineto per i Mossi di Morano e del paese, ed il complesso rurale della Saletta di Costanzana, con la chiesetta ed il tempio neo-classico. Le terre delle due famiglie (Fassati e Mossi) erano confinanti. Le loro famiglie si frequentavano a Casale dove avevano bei palazzi ed anche un teatro dove avevano palchi vicini.
E' pertanto probabile che il Vitoli sia stato incaricato di progettare per i Fassati il grande palazzo, che intendevano costruire a Balzola sul diruto castello dei Tizzoni-Biandrate.
Non si sa di chi sia stato il progetto, ma la suddetta supposizione vitoliana è apparsa plausibile a vari cultori d'arte. La costruzione non venne mai ultimata.

La proprietà del castello, passò nell'800 ad un Penna (il loro fattore), poi a Buffa Massimo Rocco. Ora è di proprietà dei Bertinotti, i quali hanno ripristinato al meglio ciò che era rimasto dopo il crollo della facciata del 1971.


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