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L'Arcangelo Michele (dall'ebraico Mika-El = Chi come Dio?)
entrava negli antichi culti degli Israeliti. Ma la divulgazione della sua devozione in Occidente è dovuta ai Longobardi, il popolo barbarico che valicate le Alpi nel VI-VII secolo, si stanziò nella Pianura Padana, compreso il Monferrato, e nel Meridione.
Re Grimoaldo nel maggio 663 attribuì la sua vittoria nella battaglia contro i saraceni, arrivati in Puglia, all'Arcangelo Michele che da sopra il monte Gargano li incitò alla battaglia roteando la sua spada fiammeggiante. Da allora S. Michele divenne il protettore della nazione longobarda, che aveva come capitale Pavia, dove gli vennero dedicate ben sette chiese. La sua immagine fu messa sugli stendardi e sulle monete, ovunque, anche in Monferrato,vennero dedicate molte chiese o altari in chiese maggiori. Per tanto si ritiene che la chiesetta di S. Michele in Balzola sia la ricostruzione di uno dei tempietti di antica devozione.
Si hanno notizie storiche che risalgono al 1619, da una indulgenza concessa dal Papa Paolo V alla Congragazione dei Santi Angeli Custodi eretta in San Michele a Balzola.
Ma furono i marchesi Fassati che fecero costruire la chiesa che noi ammiriamo oggi.
Poichè i Fassati erano Priori nella Confraternita di S.Michele di Casale, fecero ricostruire quella di Balzola nella foggia ottagonale di quella casalese. E poi fecero apporre a questa chiesa, adiacente alla loro proprietà, la facciata elegante disegnata da G.B.Scapitta per la chiesa di Casale, e non realizzata. Il tempietto è stile barocco. Al suo interno vi sono graziosi altari: quello centrale e i due laterali sono con paliotti ad intarsio policromi, e sono opere di F.Sala. Ma l'importanza maggiore dell'interno è dovuta a quattro grandi tele di Pier Francesco Guala (1698-1757), il più importante artista piemontese dell'epoca. Esse rappresentano: l'Arcangelo Michele, l'Arcangelo Gabriele e l'Infanzia, il Miracolo di San Bovone, la Scala di Giacobbe.
Il Guala ancora in fase di studio approfondito negli anni '30, non aveva precisa dimora, per cui fu illuminante la scoperta del balzolese Angelo Bigatto, pittore e restauratore, il quale nel 1937 nel pulire i quattro quadri, trovò sul margine della tela, nascosto dalla cornice de "la Scala di Giacobbe", la scritta "Ad majorem Dei Gloriam - Pier Francesco Guala invenit et pinxit aetatis suae annorum 23 - Casal.1722".
Erano le prime opere datate e firmate dall'artista.
Nella chiesetta vi è anche una pala effigiante la Vergine e S. Agostino, una tela con S. Bovone che benedice gli animali, un quadro con la Vergine e alcuni Santi (fra cui S.Sebastiano antico patrono del paese). E' molto importante il pezzo conservato dietro l'altare maggiore in bassorilievo raffigurante San Michele con la bilancia, in marmo, del XV secolo, proveniente dallo smantellamento dell'altar maggiore del Duomo di Casale.