Balzola
BALZOLA, il cui nome preso probabilmente alle origini
dalla "contraffazione" di CARBANTIA
villaggio celtico-romano
stazione per il cambio di cavalli e carrozze, detto anche mutatio,
che si trovava sulla strada di Antonino Pio,
(da Tacinum e Civitate Taurini).
Infatti sono state trovate numerose tombe a lato del presunto tracciato, facenti parte di una autentica necropoli.
Nel lontano '800 c'è chi diceva che il nome potesse derivare
dalle "balze del Po" in quanto almeno un ramo del fiume
che scorreva più a nord, verso la Costa dei Salii (Rive),
si era spostato in modo graduale, facendo balze, sino ad occupare
l'attuale letto che fiancheggia ad oggi la collina e la città di Casale.
Ma la cosa che è più probabile è che il nome derivi dal vocabolo Barbaro "BALBATIO", che significa "terra bassa".
In effetti il centro del paese è più basso della campagna circostante,
che è interessata dallo scorrimento della roggia Stura, che si dirama in alcuni corsi d'acqua tracciati in epoca medievale e nel '600/700.
I CANTONI
Sono stati tramandati i nomi degli antichi "Cantoni" che sono:
BORGORATTO (da "burgus-ratus" = insediamento fortificato)
VILLAVERI (da villa Veterem = abitato antico)
GIARONE (il cui fondo è ghiaioso e denota il letto di un importante corso d'acqua)
PUSARE' ( da puteus-ad-airales = pozzo vicino alle aie pubbliche)
VIGNASSA (ricordo di interessanti vigne americane con il Vignot)
VILLA (centro del paese e vita del comune)
QUADRO e CASCINE.
IL BORGO
Il borgo è spesso ricordato negli annuali vercellesi in quanto fu posseduto da feudatari fautori di Arduino d'Ivrea, il cui territorio gli fu confiscato intorno all'anno mille e dato al vescovo Leone I di Vercelli. Poi fu feudo dei Corradi di Lignana, dei Tizzoni di Desana e degli Avogadro che vi costruirono un castello mentre erano in lotta fra di loro, poi fu dei Biandrate di Lignana, e poi, nel 1619, dei Fassati di Coniolo, i quali furono elevati al titolo di marchesi nel 1680 con Filippo Fassati. Nel 1403 i signori Visconti del Vercellese, e per essi la reggente Caterina de'Medici, donarono Balzola con Casale al marchese di Monferrato Teodoro II Paleologo.
BALZOLA ospita i soldati imperiali
Nel '600 Balzola ospitò molto spesso le soldatesche imperiali,
dalle spagnole, fiamminghe e alemanne, impegnate negli assedi alla cittadella Gonzaghesca di Casale (dei Gonzaga, succeduti ai Paleologi ormai estinti). Nella guerra del 1859, Balzola, servì come avamposto osservatorio nei confronti dell'esercito austriaco del Maresciallo Giulay, che si trovò impantanato al di là della Costa di Rive, per l'allagamento delle risaie disposto dall'ingeniere Noè, che faceva parte del piano di difesa in attesa che gli alleati francesi di Napoleone III,arrivassero.
BALZOLA e la ferrovia
Il paese era già interessato dalla linea ferroviaria Casale-Vercelli
che serviva le retrovie nella Seconda Guerra d'Indipendenza.
Ma ebbe poi una seconda stazione, alla fine dell'800, sulla tratta
Casale-Chivasso. Nella 2a Guerra Mondiale in località "Dosso del Vescovo" precipitò un bimotore americano, abbattuto dai tedeschi.
Le salme dei cinque aviatori vennero tumulate nel Cimitero di Balzola e poi traslati a cura del comando alleato a Mirandola (Modena).
IL Municipio e lo Stemma Comunale
Il grande palazzo che ancora adesso si vede al centro della piazza centrale del paese era la Casa Comunale (ex ARCI). Poi il Consiglio Comunale ritenne di cambiare sede in una più appropriata e confacente alle necessità e, dopo aver fatto un trasferimento in un altro edificio di proprietà del sig. Giovanni Giacomo Mantillaro, il 6 febbraio 1854, faceva acquisto dell'immobile con corte e giardino di proprietà del Cav. Carlo Callori dei conti di Vignale, proprietario e latifondista a Balzola. Era allora sindaco G.Battista Grignolio. L'edificio venne ristrutturato nel 1897 su progetto del geom.G. Battista Riccio. Ulteriore miglioramento fu effettueto su progetto del podestà geom.Felice Cotta-Ramusino nel 1932.
Gli ultimi "ritocchi", con l'installazione di un ascensore, furono fatti nel 1990, con l'aggiunta nel 1996 del decoro fatto alle volte del portico d'ingresso da parte della pittrice e freschista,
Cristiana Pavarin.
Con l'avvento del fascismo e la sostituzione del sistema democratico municipale, il Ministero dell'Interno aveva disposto che tutti i Comuni Italiani fossero dotati di stemmi araldici municipali.
Poichè Balzola, come altri comuni, non aveva un proprio stemma registrato, il pittore araldista Angelo Bigatto propose uno scudo di foggia "sannitica" (come era previsto dalla legge) dentro ad un ovale incluso in una cornice barocca contornata dai rami di quercia (valore civile) e di alloro (valora militare) annodati di tricolore, timbrata da corona merlata alla ghibellina. Lo scudo "trinciato", ovvero tagliato diagonalmente da sinistra in alto verso destra, presentava i colori del monferrato (argento e rosso); nel campo superiore venne posto un covone di riso con la falce messoria; nel campo inferiore di rosso un leone rampante. In sede preliminare si cambiò il verso in cui era girata la falce perchè richiamava un pò troppo il simbolo social-comunista falce e martello.
La commissione Araldica Centrale depurò lo stemma dal contorno barocco e definì "covone d'erba" il fascio che rappresentava la fonte principale economico-agricola del nostro paese.